Testo descrittivo: fantasy

 L’ isola perduta

Tanto tempo fa c’era una ragazza di nome Nicole, aveva solo 11 anni.

Era alta con i capelli castani, i suoi occhi erano verdi sempre pieni di allegria. Il suo naso era piccolo e alla francese. Aveva delle labbra abbastanza carnose.

Un giorno Nicole andò al mare con la sua famiglia: suo fratello Leonardo, la mamma Eleonora e il papà Alessandro. Appena arrivati Nicole aveva già capito che qualcosa non andava. La mamma e il papà andarono al bar, mentre Leonardo e Nicole andarono a farsi un bagno. Nicole vide in lontananza un’isola. Corse dai genitori chiedendo se poteva raggiungerla a nuoto. I genitori si avvicinarono alla riva e le dissero: – Nicole, ma non c’è nessuna isola.

Lei stupita rispose: – Ma come, io proprio lì la vedo.

Dopo una lunga giornata, la famiglia tornò a casa. La mamma preoccupata supplicò Nicole che qualunque cosa avesse notato di stravagante, lo avrebbe sempre detto. Ma soprattutto si fece promettere che non sarebbe mai dovuta tornare in quella spiaggia e che, nel caso in cui avrebbe avvistato l’isola, non ci sarebbe mai andata per nessun motivo, soprattutto di notte. Nicole allora chiese alla mamma cosa stesse succedendo, però la mamma fece una smorfia e disse di non preoccuparsi. Nicole presa dalla curiosità, proprio quella stessa notte andò in spiaggia. Prese la torcia e partì. Appena arrivata Nicole iniziò a sentire i brividi per la paura che percorrevano la sua schiena. Le tornò alla mente la raccomandazione della madre, tuttavia lei continuò a fissare l’isola: voleva raggiungerla. Nuotò e arrivò alla meta. Era infreddolita, ma il suo pensiero si concentrò su di un particolare albero.

Intanto a casa, la mamma dopo esser andata a letto, non riuscì a chiudere occhio e immediatamente si alzò con una strana sensazione. Corse alla camera della figlia per controllare se stava dormendo e nel letto non c’era nessuno. Si preoccupò e gli venne in mente il discorso del pomeriggio: Nicole non doveva andare di notte alla spiaggia. Allora preoccupata svegliò il marito e il figlio Leonardo dicendo quanto era accaduto. Il padre si alzò di soprassalto. Erano tutti spaventati e presero l’auto per cercarla. Si diressero alla costa e raggiunsero il punto in cui Nicole aveva avvistato l’isola.

Nel mentre Nicole esplorava. C’era una strana creatura che, nascosta dietro una palma, si fece scoprire con un colpo di vento che alzò la sabbia e le foglie. Nicole si mise ad urlare con la speranza che qualcuno la sentisse. Era certa che i genitori erano andati a cercarla, ma non era sicura.

Sentì dei rumori e gridò chiedendo: -Mamma, papà, siete voi!?

La mamma l’aveva sentita. La madre e il padre allora si precipitarono verso il punto da cui provenivano le urla. Nicole, presa dal panico cercava di fuggire dall’isola, ma era bloccata come in una bolla di cristallo.

La strana creatura era aggressiva. Aveva fauci e zanne. Però Nicole vide qualcosa di diverso avvicinarsi e chiese: – Sei una fata? Lei rispose di sì e che le creature feroci non potevano vederla. Allora Nicole le chiese aiuto: – Potresti darmi una pozione per riuscire a combattere la creatura e tornare indietro dai miei genitori? La fata le donò la pozione. Però Nicole esitava per la paura.

Per fortuna arrivarono i genitori coraggiosi. Così insieme buttarono la pozione nella bocca che il mostro aveva spalancato. Il mostro era scomparso. Nicole poté abbracciare i suoi genitori e tornare a casa. Leonardo li aveva aspettati in auto con l’ansia. Per fortuna tutto era finito bene. Tornavano a casa felici.

Ludovica 1D


Tutti insieme per difendere la vita sulla Terra

In un tempo molto lontano, sopra un monte colorato, sempre con il cielo sereno e con alberi, persone e animali di tutte le specie possibili, vivevano due fratelli e due sorelle folletti, ognuno con un compito diverso. Ogni giorno litigavano e non stavano mai una volta in accordo. Il fratello maggiore si chiamava Autunno, il fratello più piccolo si chiamava Inverno, la sorella più grande si chiamava Primavera e la sorella più piccola si chiamava Estate. Dato che nessuno era mai d’ accordo ovviamente avevano tutti i caratteri diversi: Inverno amava il freddo, la neve e il colore grigio-azzurro, Autunno amava il freddo mischiato con il caldo, le foglie e il colore marrone/rosso. Ora passando alle femminucce parliamo di Primavera. Lei amava il caldo ma senza troppa esagerazione, i fiori e i colori verde e rosa. Estate, invece, amava il caldo, il mare e i colori giallo e celestino come l’orizzonte. In un giorno noioso improvvisamente si sentì uno schiocco e nessuno ci aveva fatto caso, perciò continuarono a far finta di niente.

Avevano fatto male a non farci caso perché uno stregone cattivo di nome Inquinament aveva fatto un incantesimo, ovvero quello di catturare Autunno, Inverno, Primavera ed Estate dentro una sfera e quindi nel mondo si creò il caos. Al Polo nord faceva caldo, invece dove solitamente faceva caldo, per esempio a Miami, ora faceva freddo, la gente si ammalava molto facilmente e la natura era in confusione. Inquinament, essendo uno stregone molto cattivo, aveva un piano, cioè di far estinguere le persone di tutto il pianeta terra e tenerselo per sé. I quattro folletti non si arrendevano mai, perciò per una volta si misero d’accordo e collaborarono insieme provando ad uscir fuori dalla sfera. I primi tentativi risultavano scarsi, però provando e riprovando ci riuscirono e andarono subito a parlare con Inquinament. Si diressero da lui e gli dissero che non era giusto che lui provasse a fermare la vita sulla terra e a mettere di mezzo la vita dell’uomo. Inquinament ci pensò e in effetti si mise in pena e cominciandosi a guardarsi intorno vide che era tutto molto più triste, isolato, spoglio e senza un minimo di colore per l’inquinamento eccessivo. Quindi, i folletti decisero di proporre una cosa a Inquinament, ovvero quella di diventare tutti amici e di sistemare il pianeta. Lo stregone accettò e cominciarono a sistemare il tutto meglio di come era prima, e Inquinament per la prima volta si sentì felice e accolto. Però ancora c’era molto da sistemare, perciò si rimboccarono le maniche e cominciarono a far guarire le persone e dare il colore a ciò che era in bianco e nero. Estate, essendo la più piccola, si affezionava molto alle persone. Così le venne un’idea e decise di invitare ogni sera lo stregone a casa per cenare con i quattro folletti. Inquinament accettò subito e anche molto volentieri, Autunno però non era molto convinto, perché pensandoci ogni sera doveva cucinare lui, prima di tutto perché era il più grande e se avesse lasciato la cucina a loro, avrebbero fatto andare la cucina in fiamme, secondo perché oltre a lui nessuno sapeva cucinare. Alla fine, l’idea di Estate non era così male, perciò tutti insieme, ancora una volta in accordo, si trovavano ogni sera per scambiare due o tre parole e così impararono che se qualcuno avesse toccato qualcosa sul cambiamento climatico tutti ne avrebbero pagato le conseguenze.

Sofia I B

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