Testo descrittivo: fantasy

Nell’ambito del progetto INSIEME PER CRESCERE 2, finanziato con i fondi del PNRR a seguito dell’avviso D.M. 2 febbraio 2024, n. 19, è stato organizzato un Laboratorio di Scrittura Creativa con l’obiettivo di stimolare la fantasia e l’immaginazione dei giovani autori, trasportandoli in mondi incantati e terre inesplorate.

Tra le attività proposte, la creazione di racconti su creature leggendarie ha rappresentato un momento particolarmente suggestivo. I testi prodotti non solo riflettono l’inventiva e la passione dei partecipanti, ma anche la loro capacità di plasmare nuovi universi, popolarli di esseri straordinari e intrecciare storie avvincenti capaci di incantare il lettore.

Ogni racconto è un viaggio in un regno fantastico: dalla descrizione di maestosi draghi e enigmatici spiriti della foresta, alle gesta di eroi e avventurieri in cerca di gloria. Attraverso le loro parole, i ragazzi hanno dato vita a mondi vibranti, colmi di magia, mistero e meraviglia, condividendo emozioni, dettagli unici e intrecci avvincenti che rendono ogni storia un’esperienza irripetibile.

Questo lavoro è il frutto di un percorso collettivo che unisce apprendimento e creatività, dimostrando quanto sia importante offrire spazi di espressione che permettano ai giovani di sviluppare il loro talento narrativo. Invitiamo il lettore a varcare le soglie di queste pagine e lasciarsi trasportare in avventure straordinarie, dove la realtà si intreccia con il sogno e ogni parola apre le porte di un nuovo universo.


Percy e il drago a tre teste

Tanto tempo fa, nel paese di Glorial, c’era un re che aveva tre figlie. La più grande si chiamava Belle, quella di mezzo Glinda e quella più piccola Adeline.

Le sorelle più grandi avevano già trovato un marito, invece Adeline, che aveva vent’anni, era sola.

Il padre le diceva ogni giorno che presto si sarebbe dovuta trovare un ragazzo ma Adeline non ne voleva sentir parlare.

Un giorno il re fece un annuncio, era disperato, sua figlia Adeline era stata rapita e disse che chiunque l’avesse trovata l’avrebbe avuta in sposa. Tutti i pretendenti andarono dal re ma nessuno di loro sembrava veramente interessato fino a quando entrò un ragazzo di nome Percy. Era alto, muscoloso ma non troppo, aveva un collo lungo e esile, delle braccia lunghe e robuste, delle gambe lunghe e atletiche, un viso d’angelo, un naso piccolo, delle labbra sorridenti e carnose, gli occhi vispi e di un azzurro profondo, i suoi capelli erano corti, lisci e neri con riflessi bluastri alla luce.

Il ragazzo accettò di salvare la principessa e si avviò. La cercò ovunque, in ogni singolo angolo di Glorial, ma niente, la principessa era scomparsa nel nulla, perciò decise di andare in un paese vicino. Mentre viaggiava nel bosco, vide una torre piccola ma alta, fatta interamente di roccia e poi sentì una voce angelica di una fanciulla che stava cantando una melodia dolce e profonda. Il ragazzo decise di avvicinarsi e rimase incantato quando vide una bellissima ragazza dai lunghi capelli rossi, con degli occhi blu da cerbiatta che splendevano alla luce del sole; il suo viso era piccolo e magro, aveva un naso alla francese e una bocca sorridente con labbra carnose; il suo corpo era piccolo e fragile, la sua pelle era di un rosa chiaro, quasi bianco e le sue guance erano tinte di un piccolo rosa. Lui si avvicinò ma poi vide un mostro, era un drago con tre teste, le sue squame erano rosse e arancioni, aveva delle zampe grandi con artigli affilati più delle lame. Percy lo guardò, il drago si stava avvicinando sempre di più ma il ragazzo sembrava molto tranquillo, prese la sua spada, il drago era ormai a pochi centimetri da lui e provò ad afferrarlo ma il ragazzo riuscì a tagliargli la zampa. Il drago iniziò a sputargli fuoco addosso ma Percy riuscì a schivare le fiamme e gli tagliò una testa, il drago ormai morì e cadde a terra sanguinante.

Percy entrò dentro la torre e salvò la ragazza.

I due tornarono dal re che abbracciò sua figlia con un abbraccio lungo e affettuoso, pieno di grande amore paterno. Tutto il regno era in festa perché era stata trovata la principessa e dopo alcuni mesi Percy e Adeline si sposarono e finalmente il re era felice, ma lo erano anche gli sposi e tutto il regno fece gran festa.

Azzurra I A


Fanny e il regno degli elfi

C’era una volta tanto tempo fa una piccola elfa di nome Funny.  Lei era snella, alta e molto agile. Aveva gli occhi verdi come il prato in primavera, i capelli ricci, corti e di colore rosso fuoco e il naso molto piccolo. Funny era molto simpatica, altruista, furba ed avventurosa. Lei era rimasta orfana di madre da quando la mamma era stata uccisa dalla Regina delle Tenebre, ma la piccola era all’oscuro di tutto ed era rimasta con suo padre Augusto, un uomo molto esigente che come lavoro faceva il mercante. Funny non sapeva di sua madre, né tanto meno di essere un’elfa.

Diventata grande, passava tutte le ore con i suoi amici, lasciando suo padre da solo.  Un giorno, tornata a casa da scuola vide suo padre a terra morto e lei si perse in un mare di lacrime, poi si accorse che vicino al corpo di suo padre, si trovava una piccola scatoletta verde e una lettera che diceva: “Cara Funny, se stai leggendo questa lettera vuol dire che io sono morto. Questa scatoletta era di tua madre e spero che tu ne abbia cura. Tu sulla tua famiglia materna non conosci tutta la verità… in realtà tua madre era un’elfa magica, come te tesoro mio”. Funny dopo quelle parole rimase zitta per due tre minuti, e si accorse che vicino al corpo di suo padre c’era anche una mappa che indicava di andare nel bosco proibito, un posto freddo, deserto e con mille radici che spuntavano dal terreno. L’elfa allora prese una sacca e si avviò velocemente verso il bosco.

Arrivata lì, nel punto che indicava la mappa, la sua collana iniziò a brillare così tanto che sembrava la luce del sole, ma ad un certo punto, il ciondolo smise di luccicare e diventò rosso rame. In quel momento il pavimento cominciò a tremare. Lì sbucarono fuori da cespugli una ventina di troll, che dissero:” Ehi tu elfa, che ci fai qui nel regno dei troll, voi creature magiche non potete stare qui! “Io sono venuta qui perché mi ci ha mandato mio padre. Mi ha dato una mappa da seguire” disse Funny un po’ impaurita. “ah davvero, dammi questa mappa e io ti mostrerò la strada per andare dove devi andare, cioè il regno fatato” disse il capo di quelle creature. Allora la giovane elfa disse: “Eh? Come il regno fatato, non è possibile… questo posto me lo raccontava come storia della buona notte mia madre, prima che morisse”. “ Invece questo posto esiste veramente ed è dove è cresciuta tua madre e dove vive ancora oggi tua nonna” disse il troll. “No, non è possibile. Lo saprei se mia nonna fosse ancora viva, specialmente saprei se mia mamma fosse cresciuta in un regno fatato e magico. “Ah davvero, perché a me non sembra che ancora tu conosca tutta la verità sulla tua famiglia materna” disse Il più anziano delle creature. “Basta! Per scoprire veramente la verità, tu dovrai mostrarmi sulla mappa la strada per raggiungere il regno fatato” disse Funny. Allora il troll raddrizzò la mappa e disse alcune parole in trollese. In meno di due minuti la mappa cambiò forma e diventò una pergamena con delle frecce che indicavano la strada da percorrere.

L’elfa ringraziò le creature e cominciò ad incamminarsi verso il magico mondo. Attraversò boschi, lagune, praterie, campi fioriti e alla fine ce la fece, riuscì a trovare il regno fatato. Il regno si presentava con un aspetto molto accogliente: il pavimento e il palazzo erano azzurri e fatti interamente di vetro con qualche riflesso blu. Poi il regno era appoggiato sopra delle fitte nuvole bianche, e qualche volta si vedevano degli unicorni volare. Funny meravigliata rimase a bocca spalancata ma subito la richiuse perché una voce che assomigliava a quella di sua madre disse:” Stai attenta, chiudi la bocca o sennò qualche lucciola ti entrerà all’interno”. L’elfa si girò e le sembrò di vedere sua madre ma aveva i capelli bianchi, non poteva essere lei… Peccato che prima che potesse dire una sola sillaba quella signora parlò: “Funny, cara Funny, che ci fai quaggiù, sei molto lontana da casa?”. “Ma, ma tu chi sei, perché assomigli tanto a mia madre, perché hai la sua stessa voce e come fai a sapere il mio nome?” disse Funny furiosa e piena di domande. “Calma, ti risponderò a tutte queste domande ma tu prima rispondi alla mia” disse la strana donna lì davanti a lei. “Ok, sono qui perché… mio padre è morto, due giorni fa, lasciandomi solo una collana che apparteneva a mia madre e una mappa che mi ha condotto qui in questo posto magico”.  Dopo la risposta la signora disse: “Grazie di avermi risposto, e adesso come promesso io risponderò a te… io sono un’elfa e la madre di tua madre quindi…”, “Tu sei mia nonna” disse Funny finendo la frase della sua parente. “Esattamente nipote, adesso che ci siamo chiarite su tutto, io direi di recarci dentro il palazzo di sua maestà, per mostrarti la situazione attuale e per rispondere ad altre tue domande”. Allora insieme si recarono al palazzo reale. Una volta dentro la nonna dell’elfa presentò Funny a tutti gli altri elfi e gli spiegò la situazione dicendo: “il regno fatato e tutte le creature magiche buone sono in pericolo. La Regina delle tenebre vuole distruggere il nostro regno per avere il potere su tutto e per vendicarsi della sua figlia ormai caduta, che era stata uccisa proprio da tua madre”. “Aspetta, ma cos’è il regno delle Tenebre? E poi cosa… mia madre ha ucciso sua figlia?”. “Mia cara, il regno delle Tenebre è il regno che si trova al di sotto di questo, e come avrai capito la Regina delle tenebre è la sovrana. E come ultima risposta, tua madre ha ucciso sua figlia nel bel mezzo di una battaglia in cui noi stavamo per essere sconfitti.

Però per riuscire ad eliminarla dall’esistenza del tutto e per sempre ha dovuto strappargli via il nucleo vitale, peccato che per riuscirci tua madre ha dovuto sacrificarsi, e per merito del suo coraggio noi oggi siamo ancora qua a raccontarti queste cose” disse la nonna. “Ok, in poche parole mia madre è l’eroina di questo regno. E fammi indovinare… Io dovrei aiutarvi a sconfiggere la regina delle tenebre una volta per tutte” disse Funny.  “Mamma mia quanto sei intelligente, si vede proprio che hai preso da tua madre. E dunque tu ci aiuterai?”. “Lo so che sono tante responsabilità ma io accetto, e in ricordo di mia madre vincerò questa battaglia e sconfiggerò la Regina delle tenebre” Disse la piccola elfa molto spaventata ma allo stesso tempo convinta. Allora Funny iniziò aa addestrarsi e a sviluppare i suoi poteri. Più o meno due mesi dopo l’elfa era pronta con tutti i suoi poteri, e andò a sconfiggere la Regina delle tenebre. Percorse tutto il regno fatato fino ad arrivare dall’altra parte: era un posto buio pieno di alberi spogli e rampicanti. Il cielo era di colore rosso sangue e le creature che ci volavano erano pipistrelli e altre creature mostruose. Funny appena si ritrovò davanti al castello ebbe un brivido di coraggio e con una spinta entrò dentro il castello rompendo la vetrata che lo copriva. Una volta dentro udì una voce molto roca che rimbombava da tutte le parti che disse: “chi sei tu?”. Funny rispose: “io sono la figlia dell’assassina di tua figlia, e sono qui per vendicarmi”. Allora la regina molto arrabbiata corse e in poco tempo si ritrovò davanti a lei. Qui iniziò la battaglia… Funny iniziò subito ad attaccare e lanciò una sfera di ghiaccio contro la sovrana di quel regno, che la ghiacciò e la bloccò per qualche istante dando il tempo all’elfa di avvicinarsi. Poco dopo la regina si liberò e furiosa lanciò mille pezzetti di vetro contro Funny che cercò di proteggersi ma non ci riuscì, appunto rimase insanguinata, ma nessuno l’avrebbe fermata.

Infatti immediatamente si rialzò in piedi e lanciò la sua spada contro la regina delle Tenebre che, non riuscendo a schivarla, la uccise trafiggendogli il suo crudele cuore. Così Funny ritornò nel castello del regno fatato e annunciò la buona notizia. Tutti erano soddisfatti e ormai felici ma Funny era la più contenta di tutte perché aveva vendicato sua madre salvando il regno in cui lei era cresciuta. E vissero così tutti felici e contenti…

Ida 1D

Articoli simili